Motley Crue – Carnival of Sins

Anni ’80, incoscienza, edonismo, macchine da corsa, motociclette, sesso, droga e glam metal…I Motley Crue sono stati (e sono) tutto questo, non solo un gruppo, una macchina da soldi, ma un vero e proprio stile di vita.

Gli esordi con “Too fast for love” nel 1982 sembravano fino a pochi anni fa solo un lontano ricordo, ma in questi ultimi anni qualcosa (ma non tutto) è cambiato. Sono tornati a farci rivivere quelle atmosfere che li hanno resi celebri con concerti in tutto il mondo (ben 2 volte in Italia, ovvero al Gods of Metal del 2005 e del 2007). Di recente pubblicazione sono il greatest hits “Red, White and Crue” (2005), contenente inoltre alcuni inediti come la ottima cover di Anarchy in the U.K., e soprattutto il live “Carnival of Sins” (2006).

In questo doppio disco dal vivo si riversa tutta l’energia che hanno accumulato negli ultimi anni di silenzio (ufficialmente non si erano mai sciolti, ma ognuno aveva preso la propria strada). Si parte con Shout at the Devil, cannonata, Lee batte sulle pelli come una volta, il tempo sembra non essere passato. Vince, Nikki e Mick non sono da meno e in poco tempo tutti i classici della Decade della Decadenza vengono ripercorsi raggiungendo l’apice con il duo Live Wire/Girls Girls Girls. Nel secondo disco le acque si calamano per un po’, Glitter, Without You e Home Sweet Home fanno passare momenti rilassanti prima del botto finale composto in prevalenza da canzoni prese dall’album Dr. Feelgood (immancabile Kickstart my heart).

Personalmente li ho ritrovati in una ottima forma, ho avuto la fortuna di vederli al GOM del 2005 e la loro prestazione è stata molto coinvolgente. Premessa fondamentale a tutto ciò che è stato detto: non sono più dei ragazzi, gli anni passano per tutti, i problemi alle ossa di Mick sono sempre peggiori e non riesce a muoversi molto sul palco (unica nota dolente e purtroppo inevitabile), aspettarsi un concerto come negli anni ’80 sarebbe da folli. Tuttavia queste loro esibizioni hanno ancora molto da offrire e da dire, un’ottima occasione per chi ancora non li ha potuti ammirare, basta ovviamente approcciare il tutto con quest’ottica. E se capita di vedere Vince sul palco che stona o va fuori tempo (probabilmente per colpa di qualche “bravata” antecedente al concerto), beh…anche questo fa parte dello stile Motley Crue…alla fine non ce la possiamo prendere più di tanto! La loro follia ed estrosità è sempre stata anche la loro forza e la vena ispiratrice delle loro canzoni!

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